Le origini delle RUNE
A livello storico, le rune non nacquero dal nulla, ma furono il risultato dell'incontro tra i popoli germanici e la cultura del bacino del Mediterraneo.
Derivazione italica: La teoria storica più accreditata attesta che le rune derivino dagli alfabeti italici settentrionali (come l'etrusco o il retico) o dall'alfabeto latino.
La zona di scambio: L'adozione avvenne nell'area della cultura di Jastorf (tra Germania settentrionale e Danimarca) o lungo le rotte commerciali del fiume Reno, dove i mercenari germanici e i commercianti entravano in contatto con l'Impero Romano.
Adattamento fonetico: I popoli germanici presero questi simboli mediterranei e li modificarono per adattarli ai suoni specifici della propria lingua (il proto-germanico).
L'Evoluzione Grafica :
Assenza di curve: A differenza del latino, le rune evitano curve e linee orizzontali.
Incisione verticale: Venivano tracciate solo linee verticali e oblique per un motivo pratico: il supporto principale era il legno.
Evitare le venature: Le linee orizzontali avrebbero seguito le venature naturali del legno, spaccandolo o rendendo la scrittura illeggibile.
La Cronologia Storica:
I secolo d.C.: Fase di gestazione e primi esperimenti di adattamento dei caratteri.
II secolo d.C. (Il reperto più antico): Compare la prima iscrizione runica ufficiale sul pettine di Vimose (Danimarca), che riporta la parola harja (probabilmente un nome proprio, "guerriero").
III - IV secolo d.C.: Il sistema si stabilizza nel Futhark Antico a 24 segni, diffuso in modo omogeneo tra le tribù germaniche dal Mar Baltico fino al Mar Nero.
Chi le Usava?
I maestri runici: La scrittura non era di massa; era una conoscenza d'élite riservata a scribi specializzati, capi tribù e artigiani.
Scopo identificativo: All'inizio della loro storia, l'uso principale era marchiare armi, gioielli e strumenti per indicarne il proprietario o il costruttore (es. "Io, costruttore di spade, ho fatto questo").

